RIPRODUZIONI VIRTUALI DI ORGANI ITALIANI PER HAUPTWERK

COSTA SERINA, S. LORENZO
Antegnati 1607, Serassi 1747, Sgritta 1865
I/26
MILANO, ABITAZIONE PRIVATA
G. Pinchi 1977
II/7
PONZATE, S. BRIGIDA
Francesco Carnisi 1858
I/26
SERINA, SS. ANNUNZIATA
Giuseppe II Serassi 1791
II/50
MALPAGA, PARROCCHIALE
Marzoli & Rossi 1908
I/13
MILANO, S. MARIA NASCENTE AL "QT8"
Tamburini anni '60
II-23 multiplex

CRITERI ED ESTETICA

La concezione che sta alla base della produzione dei sample-set per Hauptwerk proposti in queste pagine è innanzitutto quella della documentazione tecnico-sonora di strumenti particolari e poco conosciuti: l'organaria italiana, specie negli strumenti storici, è caratterizzata da dimensioni ridotte e limitate risorse tecniche ma vanta sonorità leggendarie con una resa cristallina e personalissima sia nei singoli registri che negli amalgami e con equilibri spesso di rara bellezza che li rendono comunque assai godibili.

naturalezza nella risposta e controllo del fraseggio

Una precisa scelta estetica ha portato, dopo varie prove, a rinunciare volutamente a sofisticate tecniche di ripresa surround ricercando piuttosto una assoluta naturalezza nella resa sonora e perseguendo soprattutto lo scopo di dare al musicista la possibilità di studiare articolazione e fraseggio nel modo più affidabile e preciso.

Perciò in ogni set è normalmente data la possibilità all'utente di variare liberamente la proporzione tra suono diretto e riverberato: ci si può virtualmente avvicinare od allontanare dai corpi di canne fino a trovare l'equilibrio ritenuto migliore e più utile per lo studio, l'esecuzione o la registrazione audio. E' possibile studiare e suonare con la precisione del suono diretto e successivamente rieseguire via MIDI e riascoltare o registrare rendendosi conto della resa del fraseggio nell'acustica ambientale.

Questa filosofia ha inoltre il vantaggio di produrre sample-set dal consumo relativamente limitato di memoria RAM a fronte di una qualità sonora assai elevata.

estensioni

Quasi sempre l'organo italiano antico, fino alle soglie del Novecento, è sì dotato di timbriche dalla spiccata personalità, con colori sgargianti e freschi, ma è di norma pesantemente limitato da risorse tecniche - estensioni reali di tastiera e pedaliera, manuale unico, registri spezzati - che di fatto impediscono qualsiasi genere di studio che esuli dal repertorio italiano rinascimentale o da quello di imitazione operistica dell'Ottocento.

La produzione di sample-set consente entro limiti ragionevoli di superare in parte questi vincoli, proponendo - accanto ad una copia fedele dell'originale - versioni estese in cui gli ambiti di tastiere e pedaliere sono portati ad uno standard utile per lo studio o l'esecuzione.
Anche nella disposizione fonica vengono proposti completamenti ed integrazioni che, pur rispettando il materiale originale, amplificano di molto le possibilità esecutive.